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e come ne guasti e corrompa il giudicio, segià d’altra parte non considerassi di quanticomodi e beni a questa stessa vaghezza siamdebitori. Perciocché qual ritrovamento avreb-bono mai fatto o i moderni o gli antichi filoso-fi, se non si fosser lasciati condur da essa?Da essa nacquero tutte le arti e tutte lescienze, per essa si accrebbono, nè altro cheper essa giunsero a quel sommo grado diperfezione in cui or le veggiamo. Imperocchétutte le cose che si producono, son nuove,nè possono accrescersi se non per la aggiuntad’altre nuove ; le quali trovar non si possonose non da chi le cerca , nè alcuno le cercase non è mosso da disio di novità. Il perchèparmi, che chi vuole fermarsi a quello cheritrovaron gli antichi, senza andar più avantie senza aggiunger nulla, non ben segua que-gl’istessi antichi che pur vorrebbe seguire, iquali si ingegnarono sempre con ogni sforzodi aggiungere qualche cosa alle già ritrovate;ciò che egli non fa. E benché sia da compor-tarsi a molti, che non potendo o per l’institutodella lor vita, o per la mancanza delle op-portunità e dei comodi che sono in manodella fortuna, avanzarsi a scoprire nuove co-gnizioni , si contentino di possedere le giàscoperte dagli altri, le quali in verità sonooramai tante, che è molto sapere il sapereesse sole ; tuttavia non debbono questi talisgridar lo studio della novità ai giovani, ilquale essendo retto e temperato da buon giu-dicio , potrebbe una volta condurgli a sco-perte gravissime ed ultissime. Perciocché voler