T.IBRO UT. 2 5 rj
faccia egli tutta la fatica. Egli dunque esporràla dimostrazione, e voi ne esporrete il giu-dicio vostro. Meglio sarebbe, risposi io, udirquello del signor Conte della Cueva, clic haconsiderato e la la dimostrazione meglio dime. Il signor Conte della Cueva, rispose su-bito il signor D. Felice, dovrà ajutar me;perchè essendo la dimostrazione molto sottile,e dovendola io per cagion della chiarezza,cominciar di lontano , et essendo alquanto av-volta e lunga, potrei tratto tratto aver biso-gno di chi mi sovvenisse. Voi, dissi, a co-testo modo volete difendere il signor Conte eliberarlo d’ogni fatica ; ma se di lui avete bi-sogno ad' esporre la dimostrazione , non avetecertamente bisogno di tutti; però questi altrisignori, come voi l’avrete dichiarata, potrannogiudicarne essi ; e ognuno il farà meglio dime. Essi esporranno il giudicio loro, disse lasignora Principessa, o confermando il vostro,o opponendovi. E rivolta al signor D. Feli-ce , cominciate voi, disse, e date buon esem-pio , acciocché egli ancora impari di obedire.Io son presto di fallo, disse il signor D. Fe-lice ; ma prima fa di mestieri eh’ io vi disegnialcune figure, sopra cui dovrò spiegarmi. Ciòdetto, furono tosto recati per ordine dellasignora Principessa calamajo e penne ; et es-sendosi già cavati fuori alcuni di que’ fogli,ove conteuevansi le figure sopra cui s’era tuttoquel dì disputato , presone uno il sig. D. Fe-bee, et avendo alquanto fra se pensato, duefigure vi aggiunse, et appose a ciascuna ilnumero che conveniva. Delle quali furonoZano TT1 F.M. Folli. 17