25é BELLA FORZA DE*CORPI
tosto fatte più copie, acciocché ciascuno unane avesse. Allora il signor D. Felice, essendostato alquanto sopra di se , incominciò : Gravee diflicil carico, oltre quanto possa crederechi non abbia a portarlo , mi ha imposto lasignora Principessa, volendo che io vi riferiscauna delle più belle e più ingegnose dimostra-zioni che sieno uscite intorno alla quistionedella forza viva , quale si è veramente quelladel Padre Riccati ; nè per ciò sfuggo eli sot-topormivi, amando meglio di cader sotto ilpeso obedendo, che non obedendo starmi inpiedi. Voglio bene che questo mi concediate,che io vi riferisca la dimostrazione , non conquell’ordine stesso con cui l’ha esposta l’au-tore, ma a modo mio ; perchè se io in questaparte non mi valessi del mio arbitrio, nonpotrei servire all’altrui, essendomi impossibiledi riferirla così appunto come sta nel libro.Io la esporrò dunque come io l’ho nell’ani-mo , senza partirmi però dal sentimento del-l’autore, e studierò, quanto per me si potrà,la brevità. E perchè giova sempre , quandouno vuole incamminarsi ili un discorso , saperprima il fine a cui esso tende, e la via in cuirilettesi , per arrivarvi, sappiate che intendi-mento del Padre Riccati è che debba esserenella natura una forza la qual si misuri colquadrato della velocità 5 e ciò perchè, se nonfosse una tal forza , interverrebbe un caso incui con sarebbe eguaglianza tra la cagione e*l’effetto; di che sì sdegnerebbono i metafisici,che tale uguaglianza hanno per un principiomanifestissimo. Questo caso poi vuole che sia