LIBRO III. . a 5 9
* a composizione e la risoluzione dei movimen-ti, quando o di due se ne compone uno, cheè sempre minore della somma di quei due, ou no in due si risolve, la cui somma e sempremaggior di quell’uno. Così egli introducequella sua forza viva per sostenere l’ugua-glianza della cagione e dell’effetto, e farsiamici i metafìsici. Il che se egli ottenga, ecome, vedretevel voi ; io ve ne dirò la dimo-strazione dopo che avrò dichiarate alcune pro-posizioni che all’ autore piace di assumere, eclic la cosa istessa richiede ; e comincierò intal guisa. Ciò detto , soprastette di nuovo al-quanto ; indi imposto a lutti che guardasseronella figura quarta, (Figura IV) seguitò: Lalinea SA , che spia io voglio ora considerarenella presente figura, sia una corda elastica,che avendo un estremo immobilmente piantatonel punto S , con l’altro si attacchi a unglobo A, e contraendosi, a cagione dell’ela-sticità sua, lo tiri verso S per uno spaziettoinfinitesimo A p. Qui par certamente che sienoda concedersi due cose, delle quali, comevedrete, il P. Pùccati si vale assai destramente.La prima si è , che F azion della corda altronon sia che 1’ accorciarsi ; di fatti a che altrotende l’elasticità? il quale accorciamento senzaòubio misurar si vuole dallo spazio Ap, essendochiaro che di tanto viene la corda ad accor-ciarsi , quanto esso spazio è lungo. La secondacosa che mi par pur da concedere, si è, cheessendo lo spazietto A p infinitamente piccolo,la corda preme e tira il globo egualmente inqualuiujue punto di esso ; se già non volessimo