200 DELLA FORZA de’CORPI
tener conto di quelle differenze che per laloro infinita piccolezza possono trascurarsi, edebbono. Onde segue, che il globo per tuttoquel tempo in cui scorre lo spazio A p , ve-nendo verso S, sia sempre da una egual pres-sione sollecitato e mosso, nè piu nè meno comeun grave il qual cada verso il centro dellaterra ; e per ciò in quel breve corso che eglifa da A lino in p , osservi tutte le leggi dellagravità, e sia lo spazio kp proporzionale alquadrato di quella velocità che egli avrà acqui-stata giunto in p. Avendo fin qui detto il si-gnor D. Felice, si tacque cosi un poco; et ioallora, se voi, dissi, non avevate altro daproporci, non vi facea mestieri di tanto lungoproemio. Come? rispose il signor D. Felice;io non vi ho ancor proposto nè detto nulla.A me parea, risposi io, che voi aveste dettoogni cosa ; perchè .* vostro discorso non tendeegli a dimostrare, la forza viva dover esserproporzionale al quadrato della velocità? Orse f azion della corda è lo stesso accorciarsi,come voi dite, e se l’accorciarsi si misuradallo spazio, e lo spazio è proporzionale alquadrato della velocità, si vede subito chel’azione dovrà essere proporzionale al quadratodella velocità ; e per ciò anche l’effetto, cuipotremo chiamar forza viva: col quale argo-mento può esser finita la quistione. Si, se ilPadre Piccati, rispose quivi quasi ridendo ilsignor D. Felice, fosse così frettoloso comevoi. Ma egli non ha tanta fretta, e dimostrale cose a suo comodo. Pertanto non si fermaa cotesto vostro argomento; ma passa più