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soprastette, e il signor Marchese così disse;Se niun globo, nè altro corpo fosse attaccatoalla corda , e dovesse ella accorciarsi senzatirar nulla, vorrei sapere qual sarebbe alloraì’ azion sua ; perciocché pare che in quel casoella non facesse altro che accorciarsi. In quelcaso, risposi io allora, ella tirerebbe se me-desima, cioè tirerebbe verso il punto S tuttequelle parti che compongono 1 estremità Adella corda stessa, le quali avendo la loromassa così come il globo ha, lo stesso po-trebbe dirsi di loro che del globo si è detto.Anzi non altro intendiamo noi per questoglobo , se non quella massa che è posta all’ e-stremo A, o sia essa un corpo attaccato allacorda, o sia una parte della corda medesima.Qui essendosi il signor Marchese taciuto, ri-pigliò il signor D. Felice in tal guisa : Io norfvorrei, che perchè il P. Riccati mostri quasisempre di riporre l’azion della corda nellostesso accorciarsi, si credesse per ciò che eglila misurasse dallo spazio solo ; che questosarebbe troppo grande errore. Anzi la misuraegli e dallo spazio e dalla potenza, moltipli-cando l’uno per l’altra; così che essendo pla potenza, s lo spazio, vuol che l’azione siaps. Perchè vedete, che quand’ anche lo spazioresti lo stesso, può tuttavia Fazione esser va-ria, potendo variar la potenza. E per questosi vede, risposi io, che l’azione non è-postanell’ accorciarsi ; poiché l’accorciamento, presocosì, come suo) prendersi, si misura pur sem-pre dallo spazio solo; e si dirà comunementel’accorciamento della corda esser sempre lo