LIBRO III- 267
ritroverete mai, se non quella di movere , qdisporre al movimento ; perciocché la naturaquesto solo opera et agisce ne’ corpi, nè in•dtro si esercita, per quanto saper ne possia-mo • onde poi segue che le potenze che pro-ducono il movimento , o lo distruggono, ba-stino da se sole ad ogni effetto. Avendo iofin qui detto, mi fermai. Allora il sig. D, Fe-lice , se voi, disse, vorrete sottilizzar tantosopra ogni cosa, e discender fino alle qui-stioni gramaticali, non sarà mai eh’ io giungaad esporvi la dimostrazione del P. Riccati,Se ella è fondata , dissi io allora, nelle coseche avete fin qui esposte, io comincio già daora ad averla per una dimostrazione assai in-certa. Certo, disse il sig. D. Felice ridendo,se voi vi ostinate in coteste sottigliezze, ellanon avrà luogo ; nè accade che io procedapiù avanti. No, dissi j perchè, per udirla, ioson disposto di concedervi, se volete, che1’ azione della corda sia 1’ accorciarsi ; vedeteche il sig. D. Niccola non si ostini egli a ne-garvi che il globo venendo da A in p seguale leggi della gravità. Io non nego questo,disse il sig. D. Niccola ; solo ho temuto chevoi voleste negarlo. Ma giacché voi cosi d’im-provviso vi siete renduto tanto docile, tiemeglio lasciar procedere avanti il sig. D. Fe-lice, e vedere come vada la dimostrazione afinire. Prima di esporlavi, disse allora il si-gnor D. Felice, io debbo avvertirvi di alcunealtre poche cose ; il che farò considerando lacorda SX non più da se sola, come finoraho fatto, ma in altro modo ; vedrete voi so