Band 
Volume II.
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3^4 DELLA FORZA DECORPI

la natura sua propria che non può cangiarsiin quella dellaltre. Io non aspettava, dissequivi il signor D. Felice ridendo, che voi,sig. Conte, mi ajutaste per cotal modo ; aquesto fine vi volli io aver compagno nel ri-ferire la dimostrazione del Padre Riccati. Sevoi non volete far altro che riferirla, risposeil signor Conte , io sono anche in tempo diaccompagnarvi ; ma a voi non fa mestieri dicompagno. Io non so, disse il signor D. Felice,di che mi faccia mestieri; tante e così variesono le difficoltà e le dimande che questi si-gnori mi fanno. Sebbene, che che si dicano,a me par pure che possa e debba concedersial Padre Riccati che lazion della corda siasempre la stessa, o tiri il globo da A in p ,o lo tiri da A in r, producendosi nelluno enell altro caso lo stesso effetto, cioè la stessavelocità nel globo e la stessa forza. Se cosìè, dissi io allora, lazion dunque non è lastessa, perchè raccorciarsi sia lo stesso; è piùtosto la stessa, perchè produce nel globo lastessa velocità, ovvero la stessa forza; dondesi vede chiaramente che lazion della fune.più tosto che accorciarsi, è produrre nel globouna qualche velocità o una qualche forza,benché nel produrla segua accorciamento. Siacome vi piace, disse allora il sig. D. Felice;bisogna pure ad ogni modo che concediate,lazion della corda, qual che la ragione nesia, rimaner sempre la stessa, o traggasi ilglobo da A in p, o traggasi da A in r. Diquesto ancora io dubito molto, risposi ; e po-trei dirvi la ragion del mio dubio, se non