a’jé beixa forza de’ corpi
che le barche solite muoversi et uscire incon-tro all’alba non ancor fanno romore, nè an-cor s’ode il canto marinaresco dei pescatori.Avendo così detto la signora Principessa , iostetti alquanto come pensoso, poscia incomin-ciai: Voi dovrete perdonarmi, se esponendovi
quello che pur ora m’è nato nell’ animo, viparrò oscuro e poco ordinato, e se dirò forsealcune cose che non saran necessarie, per ti-more di non tralasciar quelle che sono. Iodico dunque che una potenza, qualora nell’a-gir suo incontra obliquamente alcun ostacolo,accresce generalmente la sua azione, e fa,per così dir, prova di se medesima, perciocchécomincia tosto a premere ed urtare e spingerl’ostacolo , quanto può, per rimoverlo ; nòlascia tuttavia di premere e sforzarsi versoaltra parte ; le quali due azioni prese insiemesono sempre maggiori di quella prima cheella facea. Il che si vede chiaramente nellarisoluzione di qualsisia movimento. Ma senzacercarne altronde l’esempio, egli è cosa no-tissima , e da tutti conceduta, e dal PadreRiccati stesso non negata, che se tra endosi ilglobo A dalla corda SA verso S, incontri l’o-stacolo del piano AD, egli non solamente co-mincierà a scorrere per lo piano verso D, mainsieme comincierà a premere il piano stesso,e spingerlo con molta forza, così che con-ducendosi dal centro del globo le due lineeA t f Au, quella perpendicolare al piano, que-sta paralella, non lascierà mai il globo dipremere il piano con la direzione A t, e discorrerai sopra con la direzione Am. Che se