Band 
Volume II.
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278 DELLA FORZA DE* CORPI

dellaltra. Ma come quella potenza clie portail globo da A in ? vi mette più tempo, eì altra che lo porterebbe da A in p ve nemetterebbe meno 3 così quella ripete i suoiimpulsi più volte che questa ; per modo checompensandosi col numero la debolezza, glim-pulsi delluna potenza faranno in ultimo lbstessa somma che gl impulsi dell altra ; e que-sta somma è lazione. E tutto ciò voi potretefacilmente conoscere nella discesa di un graveper un piano inclinato, che niente è diversadal discorrimento del globo da A fino in rs egli è pur vero eh egli osservi in quel corsole leggi della gravità. È dunque vero che la-zione che porterebbe il globo da A fino inp, trovasi eguale a quella che il porta da Alino in r; e però se a questa aggiungeremolaltra, per cui premesi il piano secondo ladirezione A^, saranno le due azioni prese in-sieme maggiori della prima ; e se voi vorreteattribuirle, non già a due potenze nuove chenascano dalla potenza della corda, ma piut-tosto, come pa'rmi che voglia il Padre Ricca-ti, alla corda stessa, egli vi converrà direche pivi agisca la còrda quando trae il globoda A in r , che se il traesse da A in p. Parveche il signor Marchese alle mie parole sac-quietasse. Allora il signor D. Felice, et io,disse, seguendo il Padre Riccati, vi nego chela corda , mentre trae il globo da A in r,faccia due azioni, come voi dite. Come ? disseil signor Marchese : la corda non tira ella ilglobo da A in ri e tirandolo, non urta espinge il piano/ e non son due azioni queste,