jj8o della forza de’ corpi
effetto mimo, per se sola non può essere azio-ne. Di fatti mettete un corpo sopra una tavo-la , così che vi stia fermo et immobile ; cheeffetto vi farà egli? niuno; e pure premerà latavola ; dunque il premere non è agire. Voivi spedite, dissi io allora, con molta prestez-za, volendo forse con ciò far credere che lacosa sia facilissima. A me pero non par così}e una cosa sola dimando : Chi sottraesse im-provvisamente la tavola, il corpo sovrappostonon cadrebbe egli incontanente? Sì, cadrebberispose il signor D. Felice; et io allora: diquale azione sarebbe effetto quella caduta ?ed egli, della pressione, rispose, che la gra-vità esercita nel corpo. Oh ! che mi dite voidunque, risposi io, che la pressione non èazione ? Non è azione, diss’ egli, fin che niunmovimento ne segue ; ma seguendone alcuno,comincia subito ad essere azione. Che vale adire, ripigliai io, la pressione che la gravitàesercita nel corpo, comincia ad essere azionesubito che si sottrae la tavola; prima non eraazione. Io vorrei però sapere che differenzaabbia tra la pressione che la gravità eserci-tava prima cbe la tavola si sottraesse , e quellache dopoi esercita, essendo la tavola sottrat-ta; perchè quanto a me, panni che la pres-sione sia sempre la medesima, se non cheprima di sottrai’ la tavola non ne seguiva ilmovimento, perchè era impedito; sottratta latavola, segue; così che tutta la differenza èposta nell’ effetto che ora segue, ora non se-gue; non nell’azione. Voi dite bene, risposeil signor D. Felice ; ma chi vieterà ad un