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Volume II.
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LIBRO III. 2 83

Riceati cerca di sostenere una legge dei me-tafisici , e acquistar grazia appresso loro , veggadi non commettere co suoi calcoli qualche pec-cato infinitesimo, che essi non gli perdone-ranno. Ma a ciò penserà egli, lo aspetto in-tanto che voi mi dimostriate coinè lazione,con la quale il globo A preme il piano AD ,sia azione infinitamente piccola. Avendo iocosì detto, era già il signor D. Felice dispostodi soddisfarmi ; ma il signor Conte della Cue-va, che volgeva ancor nellanimo le cosepocanzi dette, lo interruppe ; et a me vol-to, non vorrei, disse , ritardare, 1aspettazionvostra; pure prima di udire la dimostrazionche aspettate, vorrei che udiste una difficoltàche ora mi è nata sopra quello che dicevatepoc anzi. Siete contento che io la vi dica ?Contentissimo, risposi; poiché ritardandomi unpiacere, me ne fate un altro non minore ;però mi togliete la speranza di quello che miritardate. Dite dunque a piacer vostro. Allorail signor Conte così cominciò: Voi dicevateche la pressione per se sola è azione ; e peròquella potenza che preme, benché non ne se-gua leifetto del movimento , tuttavia agisce.Io dunque dimando : Questa causa che agiscesenza che ne segua effetto niuno, qual cosaagisce? certo, se niuno effetto ne segue, dovràdirsi che agisce nulla. Ora agir nulla, e non agi-re, non son forse quello' stesso ? non sono eglinola stessa cosa illuminar nulla, e non illuminare?riscaldar nulla, e non riscaldare ? mover nulla,e non movere? e perché uon sarà egli anchelo stesso agir nulla, e lion agire? oltreché,