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386 DET.tA FORZA de’ CORPI
se non fosse da altra cagione frastornato. Cosìl’azione che esercita la gravità per un minutodi tempo in un corpo il quale sia sostenutoe fermo, dee misurarsi da quell’ effetto cheella produrrebbe se il corpo non fosse so-stenuto } perchè il dire che l’effetto suo inquel caso è nullo , e che ella però dee mi-surarsi dal nulla, è lo stesso che assegnarleun effetto contrario alla natura sua, non po-tendo l’azione tendere al nulla, nè essere dalnulla in niun modo misurata. Ma io non vor-rei, che distendendoci noi troppo in questadisputa , parer potesse al signor D. Felice chenoi volessimo studiosamente allontanarci dallasua proposta. Voi, disse il signor P. Felice,vi siete ad essa accostati più forse che noncredete, e certo più eh’ io non voleva, per-chè tali cose avete ultimamente dette cheappena lasciano luogo a quello che io era perdirvi. Imperocché la mia proposta, la qualeè ancora del Padre Pùccati, era, che l’azionecon la quale .il globo A preme il piano AD,sia infinitamente piccola rispetto a quella azioneper cui scorre da A in r; e la ragione cheio doveva addurvi, si era, perchè questa pro-duce un movimento, e quella non ne produceninno3 parendo che, se si misurino dal mo-vimento prodotto, debba senza alcun dubioessere infinitamente piccola quella che niunne produce. Ma voi direte che quella azionecon la quale il globo preme il piano, duratanto tempo, quanto l’altra, per cui viene daA in r, e imprime al globo egual numero diimpulsi, e che finalmente vuol misurarsi non