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Volume II.
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LIBRO III. 2 &J

già da quel movimento che è nullo, e chenon può, essendo nullo, esser prodotto, mada quel movimento che ella produrrebbe sed piano non fosse. certamente, risposi ioallora, chio direi tali cose; e dicendole, ap-parirebbe chiaramente che lazione con la qualeil globo A preme il piano, continuandosi pertutto quel tempo che egli viene da A in r, può dirsi infinitamente piccola, è; ese il movimento non ne segue, ciò è perlimpedimento del piano, non per la man-canza dell azione. Ma la notte chetamente senfugge , e già veggo la luna di gran passo in-chinarsi verso il ponente; ondio comincio atemere che noi ci perdiamo troppo in sottilitàmetafisiche. E già buona pezza, disse il sig.1). Nieeola, che io ne temo; perchè, a dirviil vero, coteste vostre ragioni tanto metafi-siche, senza accompagnamento di esperienze,e spogliate di ogni calcolo, come che a mepiacciano, non piaceranno al mondo, e nonsaranno ricevute. Io non voglio già, dissi,darle alle stampe ; quantunque piacendo a voi( s egli è pur vero che a voi piacciano, e noidite per gentilezza), pare a me che dovreb-bono piacer a tutti. Voi giudicate, disse allorail signor D. Niccola, troppo cortesemente dime. Ma in verità i matematici denostri,siccome voi sapete, amano grandemente leproposizioni dei metafisici ; ma vogliono piutosto assumerle, che disputarne. E come fan-no , risposi io, a saper che sieri vere, senzadisputarne? Oh veramente, rispose il sig.E. Piccola, che lo saprebbono, disputandone.