LIBRO III. 28 g
alla Figura Y) stimolato da due potenze se-condo due direzioni AS, AC, che faccianoun angolo acuto (Potrei supporre l’angolod’altra maniera; ma io seguo la supposizionepiA comoda); e sieno le potenze tra loro comele due linee AB, AC, le quali linee voglioche si prendano nelle direzioni medesime. Egliè stabilito tra i meccanici che il corpo si in-camminerà per AD, diagonale del parallelo-grammo BC, e la scorrerà in quel tempo me-desimo in cui spinto dalla sola potenza ABavrebbe scorso il lato AB, o spinto dalla solapotenza AC avrebbe scorso il lato AC. Dovesubito e chiaramente apparisce che le tre ve-locità sono tra loro come le tre linee AB,AC, AD ; e siccome la linea AD è sempresemmiuore della somma dell’ altre due, cosìancora la velocità con cui ella è scorsa, èsempre minore della somma dell’ altre due,con cui separatamente si scorrerebbono i latiAB, AC. Di che pare ad alcuni che l’ugua-glianza tra P effetto e la causa si levi, nonsenza pericolo che se ne sdegnino i metafisi-ci ; conciosiacosacbè le potenze esercitandosiseparatamente, producano velocità maggiore;e poi ne producano una minore, esercitandosicongiuntamente. Ma quelli che così parlano,non pongon mente, che quando le potenzesi congiungono, ognuna di loro agisce forsemeno nel corpo, di quel che agirebbe se fos-sero separate ; il perchè non è da maravigliarsiche producano effetto minore ; e poca ra-gione avrebbono i metafisici di sdegnarsene,essendo l’effetto, secondo essi, proporzionaleZahotti F. M. Vo]l' Il 19