MERO Iti. Ig5
accorciamento della corda da voi supposta. Ecosì nell’uno e nell’ altro caso produce semprelo stesso effetto, il quale è, secondo voi, la forzaviva. Similmente dirassi della potenza AC, laquale, come avrà tirato il corpo da A in r in-sieme con la potenza AB , avrà prodotta in luiquella stessa forza viva che avrebbe in esso pro-dotta , tirandolo da se sola da A in q. Onde nesegue che il corpo, giunto in 7 1 , dovrà avereuua forza viva eguale alla somma di quelle dueche avrebbe avute ne’ punti p et q , se vi fossestato separatamente tirato dalle due potenze.Non è egli così? Così è certamente, disse il si-gnor D. Felice. Non però, seguitò allora il signorI). Niccola, avrà il corpo, giunto in r, unavelocità che sia eguale alla somma delle duevelocità che avrebbe avuto ne’punti p et q.Lasciate che io mi spieghi con un esempio.Supponghiamo che il corpo tirato dalla solapotenza AB avesse avuta in p una velocità 3 ,e per conseguente una forza viva Q j e tiratodalla sola potenza AC avesse avuta in q unavelocita 4, e per conscguente una forza viva 16 5cosi che la somma delle velocità fosse 7, lasomma delle forze vive fosse 20 ; dovendo ilcorpo, giunto in r. avere secondo voi unaforza viva 25 , non potrà certo avere una ve-locità che sia 7, ma dovrà averne una mi-nore , la qual sarà 5 ; altrimenti la forza vivache egli ha in r, non sarebbe proporzionaleal quadrato della velocità. È dunque chiaroche la potenza AB , traendo il corpo da sesola in p, produce in esso una velocità 3 \traendolo p 0 i con la potenza AC in r ,