LIBRO III. 397
viva g , la qual si trae dietro, come un suoconseguente, la velocità 3 . Tirandolo poi in rinsieme con la potenza AG, produce in essola stessa forza viva g • e questa allora si traedietro non più la velocità 3, ma altra minore.E similmente la potenza AC, tirando da sesola il corpo iir-q , produce in esso una forzaviva 16, la qual si trae dietro, come un suoconseguente, la velocità 4 j tirandolo poi in rinsieme con la potenza AB, produce in essola stessa forza viva 16} e questa allora si traedietro non più la velocità 4; ma altra piùpiccola. Bisogna dunque che le due forze vivecosì convengano e si concordili tra loro, chela somma di quelle velocità che esse si trag-gon dietro , e che per altro dovrebbe esser 7,divenga 5 . Qui il signor D. Serao interrom-pendo il signor D. Piccola, se Dio m’ajuti,disse, questa è cosa molto scomoda a con-cepirsi, et io certo per me desidererei unasentenza più agevole. E veggo bene ora per-chè il signor D. Felice non ha mai volutoconcedere, che contraendosi et accorciandosila corda SA, F effetto di essa sia la velocitàprodotta nel corpo A 5 poiché nel nostro casoessendo diseguali le velocità che il corpo ac-quista traendosi dall’ istessa corda in r , oin p , sarebbono diseguali gli effetti, e peròdisegnali ancor le azioni ; e troppo avea biso-gno il Padre Riccati dell’ uguaglianza delleazioni per tessere quella sua dimostrazione. Eper questo anche , dissi io allora, s’è egli osti-nato a volere, che accorciandosi la corda AS,F azion sua sia lo stesso accorciarsi , per