Band 
Volume II.
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304
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3o4 DELLA FORZA DE CORPI

inelegante chiamarlo forza. Ma voi, disse al-lora il signor D. Felice, siete sofistico al som-mo, e vorreste, per quanto veggo, allonta-narvi a poco a poco dall argomento proposto.A cui però ritornando, non vi par egli, chedando luogo alla forza viva, comodissimamentesi spieghi come nella composizione del motosia 1 effetto eguale all azione che lo produce ,il che malamente potrebbe spiegarsi da chilevasse via, come voi fate, ogni forza viva? Ecerto della dimostrazione del Padre Riccatiche che voi ne diciate, dovranno esser con-tenti i meccanici, e non dolersene i metafi-sici. Et io temo, risposi, che se ne dolemmoe gli uni e gli altri, e meglio potrebbe sod-disfarsi al desiderio dentrambi senza la forzaviva. Pure, disse il signor D. Felice, facendonascere la composizione del moto per legua-lità delle azioni, parafi certo che non si facciaai meccanici niun torto. Non dico, risposi io,che si faccia loro alcun torto ; credo bene,che volendo essi far valere la composizionein molti casi, non ameranno farla nascere peruna ragione la qual vaglia in un solo. E chinon sa, che come negli altri moti, così anchevogliono i meccanici che si faccia la composi-zione nei moti equabili ? Perchè se, per esem-pio , andando un corpo su per una tavola dimoto equabile verso una certa parte, la tavolastessa si movesse ella pure di moto equabile,e il portasse verso un altra, si farebbe nelcorpo, secondo il parer demeccanici, la com-posizione dei due movimenti ; e pure qualluogo avrebbe quivi la ragione che voi avete