3oS DELLA FORZA DE’ CORPI
tanto studio può benissimo conservarsi, e senzaforza viva. Questo, disse allora la signoraPrincipessa, dovreste voi spiegarci. Nè lunga,risposi, nè difficile spiegazione vi si ricerca ;solo che voi mi concediate quello che niuno,eh’ io sappia, ha mai negato, cioè che la stessapotenza ora agisca piu, et ora agisca meno 5il che certamente non induce disuguaglianzaveruna tra l’azione e l’effetto ; perciocché puòbenissimo la potenza stessa, qualora agiscepiù, produrre effetto maggiore, e qualoraagisce meno , produrre effetto minore. Qui ilsignor D. Felice ridendo, certo, disse, voi acotesto modo vi aprite la strada ad una spie-gazion facile; perchè potete oramai dire, cheessendo le due potenze separate,, ognuna diloro agisce più, et essendo congiunte, ognunaagisce meno; e così maggiore velocità pro-ducono essendo separate , che non fanno es-sendo congiunte. Io potrei dir questo, rispo-si; e s’io il dicessi, non so che alcuno potesserimproverarmi di avere indotto disuguaglianzatra l’azione e l’effetto. Ma io non voglio pri-vare il teorema meccanico dell’onore che al-cuni gli fanno d’una spiegazione più lunga.E ciò dicendo, presi un foglio in mano, incui disegnai tosto la figura sesta, che fu su-bito ricopiata dagli altri (Figura VI). Poi dis-si: Sieno AB, AG le due potenze che spin-gono il corpo A, con le direzioni delle stesselinee AB, AC ; e sia AD quella linea che egliscorre secondo il parer dei meccanici. Pocovi vuole a intendere che l’azione della po-tenza AB, la qual da se sola produrrebbe nel