DELLE IDEE 33y
intendiamo noi sempre al bisogno, come lestendemmo la prima volta che ci furonoproposte, e abbiarn di loro intelligenza piùtosto che memoria.
E già io vi lio condotto , o Madama, senzaa vvedermene, dalla considerazion delle ideesemplicemente si apprendono , alla con-siderazione di quelle che, insieme accoppianedosi , formano le proposizioni di cui si tessonot discorsi. Io dunque seguirò 1’ ordine propo-sto , «inoltrandomi a scoprire i più cupi na-scondigli della dialettica 5 e so che voi, laqual siete una gran posseditrice-di quest’arte,mel consentirete, e vorrete farmi cortesia incasa vostra.
Per cominciar adunque da’ principii ultimi,voi sapete che la proposizione si forma percongiungimento o per disgiungimento di dueidee , F una delle quali si chiama da i logicisoggetto, e 1’ altra attributo j come quando sidice : Pietro è uomo , dove l’idea di Pietroè il soggetto, e l’idea dell’uomo è l’attribu-to; e queste due idee si congiungono, per-ciocché la proposizione afferma ; e similmentequando si dice : Pietro non è un albero , dovel’idea di Pietro è il soggetto, e l’idea dell’al-bero è f attributo ; e queste due idee si dis-giungono, perciocché la proposizion nega.
Ora qualsisia proposizione tanto più ci parvera, quanto più facilmente il soggetto si con-giunge con l’attributo, se la proposizione èdi quelle che affermano ; ovver si disgiunge^se la proposizione è di quelle che negano. Equesta maggiore o minore facilità è l’unica
Zanotti F. M. Vol, //. 22