Band 
Volume II.
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337
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DELLE IDEE 33y

intendiamo noi sempre al bisogno, come lestendemmo la prima volta che ci furonoproposte, e abbiarn di loro intelligenza piùtosto che memoria.

E già io vi lio condotto , o Madama, senzaa vvedermene, dalla considerazion delle ideesemplicemente si apprendono , alla con-siderazione di quelle che, insieme accoppianedosi , formano le proposizioni di cui si tessonot discorsi. Io dunque seguirò 1 ordine propo-sto , «inoltrandomi a scoprire i più cupi na-scondigli della dialettica 5 e so che voi, laqual siete una gran posseditrice-di questarte,mel consentirete, e vorrete farmi cortesia incasa vostra.

Per cominciar adunque da principii ultimi,voi sapete che la proposizione si forma percongiungimento o per disgiungimento di dueidee , F una delle quali si chiama da i logicisoggetto, e 1 altra attributo j come quando sidice : Pietro è uomo , dove lidea di Pietroè il soggetto, e lidea delluomo è lattribu-to; e queste due idee si congiungono, per-ciocché la proposizione afferma ; e similmentequando si dice : Pietro non è un albero , dovelidea di Pietro è il soggetto, e lidea dellal-bero è f attributo ; e queste due idee si dis-giungono, perciocché la proposizion nega.

Ora qualsisia proposizione tanto più ci parvera, quanto più facilmente il soggetto si con-giunge con lattributo, se la proposizione èdi quelle che affermano ; ovver si disgiunge^se la proposizione è di quelle che negano. Equesta maggiore o minore facilità è lunica

Zanotti F. M. Vol, //. 22