348 DELLA FORZA ATTRATTIVA
debba essere taciturno ; perciocché 1’ un’ ideatira a se l’altra. E in questo modo ognunodice, il Francese esser leggero , l’Italiano se-rio , lo Spagnuolo religioso, il Tartaro crude-le , l’Americano semplice. Questi giudicii, quan-tunque molte volte veri, tuttavia nascono innoi per cagion leggera, e se si adopranospesso ne i discorsi, producono veementissimeinclinazioni, le quali, nonché i filosofi, tur-bali talvolta le intere provincie, e le fan cor-rere all’armi.
Nè io nego già che queste proposizioni,nate per un elettrizzamento accidentale di idee,possano alcuna volta esser utili a sgombrardalla mente de i pregiudicii} che a ciò taloraè utile anco P inganno. Dico solo, che essenon doverebbono giammai assumersi per prìn-cipii a stabilire conchiusione alcuna. Un Mo naco Benedettino , molto dotto e di ottimogusto nelle lettere, il quale avea visitate tuttele biblioteche della Francia e della Germania per emendare una parentesi di San Cipriano,venne per lo stesso fine nel mio villaggio diSan Clou a vedere alcuni codici antichi chequi si conservano, lo ebbi la fortuna di par-lar con lui, e trattenerlo lungamente soprail mio sistema della attrazione delle idee ; alquale egli', siccome a cosa nuova e affattostrana, non potè mai accomodarsi. Partitosiposcia, ultimamente nri scrisse, che avendoegli pensato più volte a i ragionamenti tranoi stati, ed essendosi assuefatto a concepirle idee attraentisi, gli cominciava a parer ve-rissimo tutto quello che io gli aveva detto.