Band 
Volume II.
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DELLE .IDEE 3^

Così egli con un poco di assuefazione, elet-trizando le idee non prima elettrizate, tolsevia limpedimento che gli nasceva dalla no-vità della cosa.

E sixnilmente è da concedersi a gli orato-ri, e a tutti quelli che vogliono persuaderele menti deboli, massimamente se hanno fret-ta , che derivili talvolta i lor discorsi da prin-cipii popolari ed incerti. Ma i filosofi, chediscorrono con maggior agio, e professanodi rimovere ogni inganno, non doverebbonoconfidarsi a tali principii; anzi doverebbonoogni lor conchiusione diligentemente derivareda quelle sole proposizioni che, essendo nateda un elettrizzamento di idee comune a tutti,sono esse pure comuni} e di queste stessefarebbon bene a non fidarsi troppo, avendonesempre qualche sospetto e timore. Così fa-rebbono i lor discorsi più probabili} sivanterebbono, come sovente fanno, dell'evi-denza in quelle cose nelle quali appena hannoun picciol lume di probabilità.

Ma già abbastanza vi ho spiegato , o Ma-dama, come in noi si formino per attrazionei principii dell evidenza e della probabilità }vegniamo ora a dir brevemente della argo-mentazione , che è F ultima parte della dot-trina de i logici. Della quale io crederò diaver detto abbastanza, quando vi avrò spie-gato la natura del sillogismo; giacche a que-sta sola specie di argomento riducono i lo-gici tutte le altre : il che forse fanno senzanecessità; perchè l'argomento che si deducedall esempio , e quello che si forma per in-