delle IDEE Ó5q
dall’altra e si allontanino. Ed io certamente coll-ido loro che non è, nè può essere distanzaalcuna di luogo tra le idee dell’animo, le qualinon occupali luogo per conto niuno , e sonofuori e indipendenti d 1 ogni luogo. Ma pureQuantunque così sia , chi è che non dica, al-cune idee unirsi e disunirsi , congiungersi esepararsi? Ed io so bene che quelli che cosìdicono , intendono di usar metafore ; ma nonperò vogliono che tali metafore sieno vuotedi ogni senso ; anzi vogliono che per esse siintende succedere nelle idee qualche cosa ana-loga a ciò che succede ne i corpi, quandoquesti si congiungono o si disgiungono. Seuna tale analogia non intendessero, non use-rebbono quelle metafore. Ora se le idee hannopure certi loro congiungimenti e certi lorodisgiungiinenti analoghi a quelli de i corpi,Quantunque non cada in esse distanza alcunadi luogo , perchè non potranno similmenteavere una forza attrattiva analoga alla forzaattrattiva de i corpi? o più tosto perchè nondebbono averla? così che regni per tutto unacerta analogia, e maggiormente l’isplenda lasemplicità della natura.
Passo ora a quelli, i quali più tosto checonfutare il mio sistema, se ne burlano ; im-perocché sapendosi da qualunque filosofo averle idee un certo loro principio , per cui pos-sati congiungersi o disgiungersi, e d essendoancora questo principio oscuro e indetermi-nato , par loro, die se io non lo spiego, nèlo determino , e solamente gl’ impongo il nomedi forza attrattiva , altro non faccia che