ANNOTAZIONI 365
senza intendere ancora che tutte si attraggano ; equesta attrazione, la qual risulta dalle attrazioni delleperfezioni tutte , non può non essere una attrazion per-fettissima , e che tenda a un congiungimento perfettis-simo. Ora il perfettissimo congiungimento è posto nellaidentità . o vogliam dire immedesimazione. Bisogna dun-que intendere che le perfezioni tutte si rendono unacosa medesima , e constituiscono un esser solo , il qualeè Dio , a cui però non può mancare la somma pienezzadell’ essere. Di qui l’Autore passava a diffinir Dio, ( quan-tunque di vera e propria diliinizione diffinir non si possa)dicendo lui essere il perfettissimo attraente : e dimo-strava non poter esserci che un Dio solo; perchè quan-d’anche se ne volessero suppor molti, questi molti at-traendosi perfettissimamente , si iminedesimerebbono esi renderebbono un Dio solo.
ANNOTAZIONE IV.
Pretendea l’Autore che l’union dell’anima e delcorpo consistesse in una mutua attrazione di queste duesostanze. Di qui traea la diffinizione dell’anima, dicendoessa essere uno spirito che naturalmente lira a se uncerto corpo. E rideasi della diffinizione che ne dannoalcuni, i quali dicono esser l’anima uno spirito desti-nato da Dio a starsi unito ad un corpo. Perciocché conquesto niente spiegano la natura di lei ; nè la distin-guo 11 da gli angeli, se non per una destinazione chele è estrinseca ; quasi che senza tale destinazione leanime e gli angeli fossero d’una specie medesima. Fi-nendo per alcun accidente l’esercizio dell’ attrazioneche e tra 1 anima e il corpo, l’uomo muore; nè a que-sto e necessario alcun movimento locale dell’anima.Così giudicava l’Autore.
ANNOTAZIONE V.
Ancorché l’Autore, trattando della attrazione delleidee , non abbia voluto entrare in disputa sopra le co-mete , ad ogni modo sappiamo che intorno a questicorpi celesti egli si allontanava assai dal sentimento delNewton. Pretendeva egli che il più delle comete sieno