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Volume II.
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SOPRA

LA FORZA ATTRATTIVA

DEIiXijE

$OSE CHE NON SONO.

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che Madamigella di Grignì ride di certenostre opinioni. Io le perdono, perchè ridecon grazia. Non le leviamo questornamento.Ben torno a dirvi, che noi non possiamo in-tendere le cose che non sono, senza dar loroun cefcto essere, per cui le distinguiamo, nonche dal nulla, ma anche dallaltre cose. Quandovoi dite: albero che non è, voi date a quellacosa, cui dite non essere, Tesser dalbero 5ne direste in quella vece : pesce che non e :sasso che non è ; volendo pure che quello chenon e, sia un albero. Voi dunque gli date uncerto esser dalbero, e lo distinguete dall al-tre cose e dal nulla.

Quante n ha di queste cose che si diconnon essere, e nello stesso tempo si attribui-sce loro un qualche essere? Vedete le cosepassate, che tutti dicon non essere, per que-sto appunto perchè son passate. Error gran-dissimo; perchè se non fossero a qualche modo