368 'deIxa forza attrattivanon sarebbono nè pur passate. Ben dicea Ci cerone a colui che argomentava : i morti nonsono, e però son miseri; ed egli rispondea :son miseri, dunque sono. Cosi dovremo dirnoi: son passate, dunque sono. Non dico chesiano di quell’essere che son le cose presen-ti, ma certo sono di qualche essere che ledistingue dalle non passate. La gran spedizioned’Annibale non è ora come se stata non fossemai, ed ha qualche cosa di più che nonhanno le spedizioni che mai non furono.
Lo stesso può dirsi delle cose future. Chidirà che la guerra presente, quaranta annifa, quando era futura, fosse così appuntocome le guerre che non sono, nè mai saran-no? Le quali non avrebbon potuto chiamarsifuture per niun modo ; e questa potea. Hannodunque le cose future aneli’ esse un certo loressere, benché diverso da quello delle pre-senti e delle passate. Se io non temessi difar rider troppo Madamigella, vorrei dirle cheella, benché noi sappia , è stata, ed è, e saràsempre in qualche modo, ora futura, orapresente ed ora passata, secondo una certarelazione eh’ eli’ ha al tempo ; della qual re-lazione se si spogliasse, troverebbesi fuori deltempo nella pura e semplice eternità. Ma iotemo che all’ udirmi riderebbe troppo, nè micrederebbe.
Lasciando stare le sottigliezze, quanto èchiaro che le cose possibili hanno un certolor essere? Nè vale il dire: posson essere,ma non sono; perchè se posson essere, giàsono in qualche modo, e non sono affatto