Band 
Volume II.
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non vi hanno studio ninno, quanto meglio &più speditamente il faranno quelli che, aven-dovi posto studio, sapranno subito distinguereV una virtù dall 1 altra, e render ragione de gliujficii di ciascheduna, dividendo il loro di-scorso acconciamente e con bel modo, e traen-dolo da i veri principii ? Il che però non po-tranno fare se non quelli che avranno datoqualche spazio di tempo allo studio della mo-rale. Al quale accostandosi avran pur dovutoin primo luogo vedere in che sia posta la fe-licita , direttrice comune di tutte le umaneazioni ; e quindi, tratti da essa, procederealla contemplazione della virtù, ricercandoneprima la natura, poi per qual modo e inquante forme dividasi, e come s adorni dilutti gli altri beni, o sieno quelli che rischia-rano V intelletto, o quelli che diconsi esserdel corpo, o quelli che si lasciano alla for-tuna. È in questo mare entrando, come avranpotuto non trascorrere alla considerazione diquelle qualità dellanimo che per una certasimilitudine si fingon esser virtù , e non sono ?Come astenersi dalla considerazion degli affettiche per le varie apparenze in noi si risveglia-no? Come passarsi dellamore? come della-micizia? Di che si vede, lo studio della mo-rale poter essere assai breve a chi vogliavivere onestamente; a chi voglia farne trattati,o sol anche bene e distintamente } ove che sia,ragionarne, non poter essere se non moltolungo. E per venire ad alcun caso particolare,chi non vede che in quelle adunanze massi-mamente , in cui trattasi di ridurre a pace le