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Cavalleresche contese, dovendovisi disputar sem-pre sopra gli ufficii della giustizia, dell' intrepi-dezza, della mansuetudine, del valore, sopraVonore che nasce da virtù, sopra Vingiuria cheio sminuisce o lo leva, niente e più necessa-rio che posseder bene i principii della moralefilosofia ? Nella quale quelli che sono ammae-strati , senza dubio ragioneran molto meglio ;laddove quelli che ne son privi, non possonoparlar che a caso; perciocché seguono le po-polari opinioni, che non di rado son false, e■si cangiano di dì in dì a capriccio degli uo-mini; onde quei che le seguono, decidono lequistioni non secondo i principii che mostrala ragione, ma secondo quelli a cui per for-tuna s'avvengono. Di che potete essere testi-monio voi stesso , signor Marchese, che es-sendo nato in così alto luogo, e congiungendoa tanta acutezza d'ingegno e prontezza d’a-nimo una singoiar perizia e destrezza in ognimaniera di armeggiare, pare che la natura viabbia posto al mondo per affari di cavalleria ;ne' quali essendo sopra V età vostra versatis-simo, avrete abbastanza compreso quanto inquelli sia necessaria una non mediocre cono-scenza della morale filosofia. Et io credo cheper questo abbiate voluto che io ne stenda untrattato, sperando forse che altri, mosso dalmio esempio, ne scriverebbe dopo me un mi-gliore. Ma assai sé detto circa la riprensionedella lunghezza, [degniamo all altra, d avervoluto io seguire Aristatele, la cui manieradi filosofare mi dicon essere oggidì quasi ge-neralmente disapprovata, parendo anche le sue