Band 
Volume II.
Seite
400
JPEG-Download
 

4 °°

decise; quasi la decision loro terminar potessequelle quistioni che non hanno potuto termi-narsi per la decisione di verun altro ; o fossedi maggiore utilità a gli scolari apprender ciòche parve vero al lor maestro, il qual forsenon era il più eccellente uomo del mondo,thè quello che parve vero a i grandissimi eteccellentissimi. Io dico dunque che i maestrinon debbono pigliar gran pena, se quelle coseche insegnano, sieno vere o no, purché paianovere a molti e grandi uomini, e Vosservazio-ne } o V esperienza o la dimostrazione non sialoro contraria ; il che avviene talvolta nellescienze fisiche e matematiche; nelle altre nonpuò covi facilmente avvenire. Anzi io vo tantoinnanzi, che ardisco a dire, molte volte esserpiù utile e più conveniente che il maestro in-segni quello che par vero a molti , che quelloche par vero a lui solo, se già egli non sti-masse se stesso più che tutti gli altri ; perchèse io dovessi insegnar, per esempio, metafisicaa*giovani, e me n avessi composto una a miomodo la qual sola mi paresse vera, chi sa-rebbe però che non volesse più tosto sa-per quella di Malie branche o di Leibnizio,che la mia ? Il che se è vero nelle altre scien-ze , perché non anche nella morale ? > Cessinodunque di molestarmi coloro i quali credono,che seguendo le opinioni d J Aristotele, io abbiaseguito il falso ; perche ne e cosa facile ildecider ciò; e quando bene avessi seguito ilfalso, avrei però seguito lopinione e la ragiondi moltissimi, la quale presso gli uomini giu-diciosi dee render probabili eziandio quelle