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Volume II.
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cose che per altro false parrebbero. ioperò ho seguito-tanto Aristotele , che da luinon mi sia in alcun luogo, come voi vedrete,signor Marchese, allontanato; il quale potreteanche accorgervi, che dove l ho seguito, hoperò sempre tenuto V occhio rivolto verso Pla-tone , di cui, se ho da dirvi il vero, fuor dimodo era acceso; ho saputo dissimulareabbastanza i miei amori. E se ho segidto Ari-stotele , V ho fatto, perchè in è partito che eglimi offra e ponga innanzi tutte le parti dellamorale ad una ad una, e le spieghi con as-sai bell ordine ; di che Platone non mi è statocortese. Alcuni però non approvando laformadel filosofar d"Aristotele , quella maniera diprocedere nelle quistioni, anche per questo miriprenderanno ; e ciò massimamente farannoquelli i quali vorrebbono che tutte le cose sitrattassero secondo Vordine e lusanza degeo-metri. Al che io consentirei volentieri; mavorrei prima che mi spiegassero chiaramentein che consista una tale usanza ; perchè seella si riduce, come il più suol farsi, a que-sto solo, che si raccolgano sul principio diciascun trattato tutte le definizioni con quelledomande che, per seguir luso dei geometri,chiamano postulati, in vece di frapporle, comegli antichi hanno fatto, a luogo a luogo, esecondo che il bisogno ne occorre, io nonveggo che gran guadagno per ciò si faccia. ;poiché se quelle definizioni e quelle domandefrapposte a luogo a luogo, con gli argomentiche J a esse derivatisi, non bastano a chiarirle questioni, non basteranno meno, essendoZanotti F. M. Voi. II. 26