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felicità non in altro consistesse che nella solavirtù. Nè egli fu però il primo a dir ciò ; cheprima di lui l’avea detto Antistene , capode’Cinici, il qual visse alquanto prima di Ari stotele .
Platone , che ebbe alla sua scuola moltigrandissimi uomini, e tra gli altri Aristotele stesso, intese che la felicità dovesse riporsinella contemplazione dell idea del bene j ilche ha bisogno di una spiegazione assai di-ligente. Noi ne parleremo appresso.
Aristotele passò ad altra opinione, la qualnoi spiegheremo come avremo ragionato al-quanto delle altre.
CAP. III.
La felicità non è posta nel solo piacere.
Se la felicità fosse posta nel solo piacere,ne seguirebbe, che oltre il piacere, niente al-tro restasse all’ uomo da desiderare ; e puregli resterebbe da desiderar la virtù, la qualecertamente è distinta dal piacere ; dunque nonè da dire che la felicità sia posta nel piacersolo. Di fatti chi e colui, cui proponendosidue piaceri eguali, l’uno con virtù, l’altrosenza, non volesse anzi quello che questo ?Yedesi dunque, che oltre il piacere , vuoisiancor la virtù.
Poi se la felicità fosse posta nel solo pia-cere , siccome tutte le azioni si fanno per lafelicità, così tutte farebbonsi pel piacere ; ilche è falso, facendosene molte non pel piacere,