PARTE PRIMA 4 1 7
istesso tutti i beni, e per conseguente nullagli mancherà.
Io rispondo, che gli Stoici non vollero chia-mar beni nè la sanità nè le altre cose so-praddette , ma le chim arono pero comode edegne d ! essere preferite a i loro opposti, ed’essere con diligenza procacciate ; il che fa-cendo, lasciarono a quelle cose la natura eP essenza del bene , levarono via solo il nome.In fatti che altro è il bene, se non quelloche è da essere preferito al suo opposto, eda essere voluto e da essere procacciato ?Poco dunque importa che gli Stoici chiamas-sero la sanità un bene, ovvero un comodo,essendo di queste voci un sentimento mede-simo. E se l’infermità e il dolore, e la po-vertà e l’ignominia non vollero chiamar mali,ciò è nulla ■ perciocché le chiamarono inco-modi , che è quello stesso.
Dirà taluno: L’uomo sapiente desidera lasanità, e le ricchezze e le scienze, per po-tere esercitar la virtù ; dunque non è veroche tali cose si desiderino e si vogliano perlor medesime. Rispondo, esser vero che ilsapiente^ desidera tali cose, perchè servonoalla virtù j ma le desidererebbe anche senzaquesto. Due ragioni dunque ha l’uomo saviodi desiderare la sanità : e perchè ella è desi-derabile per se stessa, e perchè serve allavirtù, che è un’altra cosa non meno consi-derabile.
Zanotti F. M. Voi. IL
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