FILOSOFIA. MORALI!,
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CAP. V.
Come dicasi la felicità esser posta nellacontemplazion d urì idea.
Platone distolse gli uomini da tutte le coseterrene, e gl’ invitò alla contemplazion d’ unaidea, nella quale se avesser potuto mirareuna volta, disse che sarehbon felici. Pochi siinvogliarono d una felicità così astratta. Noipero dichiareremo 1 opinione di quel grand* uo-mo , e comincieremo da più alti principii a(juesto modo.
Tra le molte idee che ci si parano dinanzialla mente, n’ ha alcune che si chiamano sin-golari, et altre che si chiamano universali.Le singolari sono quelle che ci rappresentanole cose singolari ; come l’idea del tal uomo ,per esempio di Giulio Cesare : le universalisono quelle che oi rappresentano certe formeastratte , che appariscono non in una cosasola , ma in molte ; come l’idea dell’ uomo ingenerale, per cui ci si rappresenta non untal uomo , ma la natura e la forma astrattadell’ uomo , la qual apparisce in tutti. E cosìe l’idea del cittadino in generale, che cirappresenta non un tal cittadino, ma unacerta forma astratta, che apparisce in tutti icittadini. E tale è 1’ idea del bello in gene-rale , o vogliam dire della beltà, e l’idea delbuono in generale, o vogliam dire della bon-tà , et altre infinite.
Credono molli metafisici che le idee universali