Band 
Volume II.
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in vero f una dallaltra

ma però tra loro

con-

giuntissime j cioè se luomo sia composto da-nima e di corpo, e se sia nato alla società 5perchè sebben pare che Aristotele non nedubiti, non è però da sprezzarsi 1 autorità diPlatone , il qual volle che luomo non fossealtro che 1 animo , più il corpo gli appar-tenesse di quel che appartengono i ceppi alcarcerato. E in verità che altro poteva eglidire, considerando che lanimo, appresso lamori,e , si rimarrebbe in eterno senza il corpo ?Certo che la naturai ragione non altro potevainsegnargli. Che se fucino non è naturalmentecorporeo, come potrà egli dirsi che sia natural-mente ordinato alla società ? La qual non gliappartiene se non quanto, essendo egli nellaprigione del corpo, gli conviene di vivere perqualche tratto di tempo con altri 'prigionieria lui simili. Così Platone .

Ma Aristotele considerava 1 uomo comecomposto naturalmente d anima e di corpo, elo invitava alla società. Però non è da mara-vigliarsi che Platone proponesse all 1 uomo unafelicità, et Aristotele un 1 altra - , imperocché con-dotti da principii diversi cercarono cose di-verse; quegli la felicità del solitario, e questidell 1 uora civile.

In fatti avendo poi Aristotele divisa la feli-cità in due, in quella del solitario e in quelladell 1 uom civile, chiamò la prima tfempynxfofnoi diremo contemplativa ; e la fece consisterenella contemplazione più ne imno come Pla­ tone avea fatto. E questa felicità tanto apprezzò,che lantepose a quell altra dell 1 uom civile ,