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Volume II.
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4^4 FILOSOFIA morale

corno più nobile di essa e più prestante , edegna solo delle forme separate e delle intel-licenze sempiterne. Laltra poi, che egli chiamòsroZiTifeizP , noi diremo cittadinesca, o civile,volle egli che fosse, quantunque men nobile,

tuttavia p ù consentanea alla natura delluomo 5e la stabilì, come sopra e detto , nella sommadi tutti i beni, si danima, come di corpo e difortuna; e a questa felicita chiamò gli uomini,lasciando quella Platonica beatitudine a gli Dii.

CAP. VII.

La felicità civile è posta principalmentenell esercizio della virtù.

Essendo la civile felicità posta nella sommadi molti beni, come sopra è stato detto, po-trebbe alcuno voler sapere in qual di essisia posta principalmente; et io rispondo, esser*posta principalmente nellazion ragionevole evirtuosa, essendo questa quella che principal-mente si conviene alla natura dell uomo. Nelche mi servirò dellargomento dAristotele .

Niente piu si conviene al sonatore, inquantoè sonatore, che suonar bene ; e al danzatore,inquanto è danzatore, che danzar bene; e alcavalcatore, in quanto è cavalcatore, che ca-valcar bene 5 e similmente ad ogni professore,inquanto è tale, niente più si conviene cheesercitar bene la professimi sua. Or chi nonvede, la professimi propria delluomo, im-postagli dalla natura, non altro essere che se-guir la ragione ? Se ciò gli si leva, non si