Band 
Volume II.
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429
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PARTE PRIMA 429

allontanandosi dall uso del parlar comune,mutassero più tosto i nomi che le sentenze.

Sebbene sarebbe anche da vedere, se quellaloro felicità perfettissima e somma, di cuiniuna maggiore può darsene, non sia un im-maginazione del tutto vana e di sua naturaimpossibile ; perciocché essendo la felicita del-V uomo necessariamente Unita, come quellache dee proporzionarsi all 1 uomo stesso, ilvolersela immaginar tale che non ne possaessere una maggiore, egli è lo stesso che vo-lersi immaginare una cosa finita, di cui altramaggiore dar non si possa. E siccome una1 nea finita non può mai essere tanto lungache non possa darsene una più lunga , unnumero finito tanto grande che non possadarsene un più grande 5 così pure unatemperanza finita può essere tanto grande , una giustizia, una prudenza, unabeltà, una forza, che non possa darseneuna maggiore. Ma di queste cose si componeFumana felicità. Egli par dunque che niunaumana felicita possa essere così grande , cheniun 1 altra maggiore dar sene possa. Però veg-gan gli Stoici, proponendo a gli uomini unafelicita pei fettissima, di non propor loro unafelicità impossibile. Concediamo dunque que-sta somma felicità, che essi dicono, a qual-che Dio , e lasciamo che gli uomini gareggiarpossali tra loro qual sia più felice e qual meno.