PARTE SECONDA /{35
furono stimati onesti ; dunque l’onesto non è giàe gli una certa verità che si manifesti ; è piùtosto un nome che gli uomini vanno impo-nendo ora ad una cosa et ora ad un altra,a piacer loro.
Lt io rispondo a questo modo : Benchétante e tanto varie sieno le opinioni intornoa V e re gole dell’onesto, non per questo vuoldirsi che esse regole dipendano dal capricciode gli uomini, e non sieno per se stesse ;perchè anche delle verità naturali potrebbesimilmente dirsi che dipendano dal capricciode gli uomini, considerando le infinite dissen-sioni de i fisici. E i metafisici quante dissen-sioni hanno? nè però credono che le loroproposizioni dipendano dal capriccio. E lostesso avviene in tutte le scienze.
Di che credo io due essere le ragioni : laprima si è, perchè procedendosi in ogni scienzada i principii alle conseguenze per via di ar-gomentazione , non tutti argomentano retta-mente , e però discordar debbono nelle con-seguenze. La seconda si è, perchè tra’principiistessi n ha alcuni alquanto astrusi e sottili,de’ quali non può accorgersi se non chi è d’altoingegno e vi pon molta attenzione. Quanti prin-cipii hanno i matematici, e i fisici e i meta-fisici istessi, che sfuggono facilmente e sinascondono. Polendo dunque avvenire chealcun principio si manifesti ad uno, non adun altro, qualunque volta ciò avvenga, dovràseguirne dissensione e varietà.
Nè diremo per questo che le verità nonsussistano per lor medesime, e che possano