Band 
Volume II.
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438 FILOSOFIA MORALE

La legge civile poi è unordinanza di qual-che uomo, la quale ha lorza di obbligar glialtri a far ciò chella ordina. Come eliabbiatanta forza, è da spiegarsi diligentemente,perchè certo non pare che labbia di naturasua. Chi dirà che Speusippo e Senocrate sienoobbligati di fare una cosa per questo solo,che Alessandro ha dichiarato pubblicamentedi volerla ? Quel voler dAlessandro e quellapubblica dichiarazione che autorità hanno dinatura loro, onde possano obbligare altrui?

E sono oggidì molti, i quali, ridendosi del-lonesto, come le altre obbligazioni, così an-che questa, di cui parliamo, fanno nasceredallinteresse; insegnando che il suddito deeobedire al principe, non per altro , S e nonperchè gli torna a conto di così fare. Secondola qual opinione cessando lutile in colui cheobedisce, cesserebbe ancora lobbligazione,e dovrebbe il tutore, qualor credesse di po-ter farlo con sicurezza, ammazzare il pupillo,tornandogli ciò a conto. Ma questa vile filo-sofia non è degna de gli uomini italiani.

E dunque da avvertire che lonesto, o,vogliam dire, la legge naturale obbliga gliuomini a mantener quello di che son conve-nuti , e , dove possano, far ciò che è neces-sario al ben comune. Essendo dunque neces-sario al ben comune che alcuno proponga isuoi voleri pubblicamente, e che gli altri visi sottomettano ; et essendo di ciò gli uominiconvenuti, ne segue, che se colui a cui sta,propone pubblicamente i suoi voleri, debbanogli altri per legge naturale sottoporvisi et