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Volume II.
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PARTE SECONDA 439

obedirgli ; dee veruno per cagion del pro-prio interesse sottrarsi allobbligazione. Li diqui nasce tutta lautorità demaestrali, aqualipropriamente non obediamo noi, ma facendociò che essi vogliono, obediamo alla leggeimmutabile e sempiterna dellonesto.

E tanta è lautorità dellonesto, che co-manda a gli stessi maestrati, imponendo al-tamente al principe di intender sempre nellesue leggi alla pubblica felicità; la qual do-vrebbe egli procurare, procurando a i citta-dini non sol le ricchezze che talvolta nuoc-ciono, ma ancora, e molto più, la virtù chesempre giova ; dovrebbe voler il bene deicittadini per istar bene egli, ma perchè stienobene i cittadini. Il che se facessero i princi-pi, obedirebbono abonesto, e comandereb-bono a gli uomini e governerebbono le re-pubbliche alquanto meglio che non fanno.

CAP. III.

Dell 3 azion virtuosa.

Un azione fatta secondo le regole dellone-sto chiamasi virtuosa, cosi veramente chequeste tre condizioni non le manchino : primache sia fatta per volontà libera ; poi a finedonesta; in terzo luogo con fermezza da-nimo e costanza. Spieghiamo queste tre con-dizioni ad una ad una.

E prima bisogna che V azion virtuosa siafatta per volontà libera ; poiché le cose chesi movono non per volontà, ma per altro