Band 
Volume II.
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440
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44® filosofia morale-

principio , quantunque facciano operazion buo-na, non si dice però che tacciano operazionvirtuosa ; diremo virtuosa una pianta laqual frondeggi, benché frondeggiando facciaquel che dee, ma noi fa per volontà. Et èanche necessario che 1 azione si faccia pervolontà libera ; perchè non si dice mai azionvirtuosa quella che uno fa, essendovi trattoda necessità. Ma dell azione volontaria e li-bera diremo separatamente ne due capi cheseguono.

N"uolsi in secondo luogo che l'azion vir-tuosa sia fatta per fine di onestà- il che senon fosse , non potrebbe men dirsi fattasecondo lonesto5 perchè colui che fa una-zione, per altro onesta, ma non col fine dioperare onestamente, anzi riguardando solo eintendendo al suo comodo, par certo cheadatti 1 operazione più tosto al comodo cheall onesto, e più operi secondo quello chesecondo questo.

Ricercasi in terzo luogo che lazion vir-tuosa sia fatta con fermezza danimo e costan-za; il che vuol dire che colui che la fa, deeessere disposto a farla, qualunque volta ra-gion lo chiegga. Così non si stimerà azionemolto virtuosa quella che fa colui il qualpaga il debito che è piccolo, disposto di nonpagarlo se fosse maggiore ; perchè costui mo-stra di non volere gran fatto scomodarsi perlonestà; e segli lama, gli manca quella fer-mezza che nell amor si richiede.

Non è alcun dubio che l T azion virtuosa èdegna di laude e di approvazione, e acquista