44® filosofia morale-
principio , quantunque facciano operazion buo-na, non si dice però che tacciano operazionvirtuosa ; nè diremo virtuosa una pianta laqual frondeggi, benché frondeggiando facciaquel che dee, ma noi fa per volontà. Et èanche necessario che 1 azione si faccia pervolontà libera ; perchè non si dice mai azionvirtuosa quella che uno fa, essendovi trattoda necessità. Ma dell azione volontaria e li-bera diremo separatamente ne’ due capi cheseguono.
N"uolsi in secondo luogo che l'azion vir-tuosa sia fatta per fine di onestà- il che senon fosse , non potrebbe nè men dirsi fattasecondo l’onesto5 perchè colui che fa un’a-zione, per altro onesta, ma non col fine dioperare onestamente, anzi riguardando solo eintendendo al suo comodo, par certo cheadatti 1’ operazione più tosto al comodo cheall’ onesto, e più operi secondo quello chesecondo questo.
Ricercasi in terzo luogo che l’azion vir-tuosa sia fatta con fermezza d’animo e costan-za; il che vuol dire che colui che la fa, deeessere disposto a farla, qualunque volta ra-gion lo chiegga. Così non si stimerà azionemolto virtuosa quella che fa colui il qualpaga il debito che è piccolo, disposto di nonpagarlo se fosse maggiore ; perchè costui mo-stra di non volere gran fatto scomodarsi perl’onestà; e s’egli l’ama, gli manca quella fer-mezza che nell’ amor si richiede.
Non è alcun dubio che l T azion virtuosa èdegna di laude e di approvazione, e acquista