Band 
Volume II.
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4^2 filosofia morale

il voler suo per uu principio estrinseco chene sforza ; come se uno spinge il compagno,essendo esso spinto da un altro , a cui vor-rebbe , può, resisterete in tal caso la-zione è involontaria, perciocché non procededa principio intrinseco. L ignoranza poi è,quando uno fa una cosa , non sapendo benequello che egli fa ; e non sapendo quello cheegli fa , non ha potuto esaminar le ragioni difarlo. E allora 1 azione è involontaria permancanza di cognizione.

E per togliere qualche ambiguità che na-scer potrebbe in questo luogo, QO n sara fuordi proposito ragionare alquanto di quelle coseche si fan per timore, le quali da alcuni siconfondono facilmente con quelle che si fannoper violenza. Aggiungeremo poi alcuni avver-timenti intorno allignoranza.

Le azioni dunque che si fanno per timore,affin di sfuggire qualche grave sciagura chene soprastia, non lasciano per ciò di esserevolontarie , imperocché partono da principiointrinseco, e si fanno con pienissima cogni-zione di ciò che si fa-, come colui che gettale merci per timor del naufragio, il qual legetta movendosi da se stesso, e conoscendobenissimo ciò chegli fa. La volontà dunqueeccitata dal timore non lascia di essere vo-lontà. Però ben dissero i giuristi: coacta vo-luntas voluntas est; e il famoso Paolo: coa-ctus volui. Che se le leggi non hanno pervolontario quello che uno fa mosso da gravetimore , e veggiamo che i contratti fatti persimil guisa in mollissimi luoghi si tengon per