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Volume II.
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PARTE SECONDA 44^

nulli ; ciò non è, perchè lazione non sia inverità volontaria, ma perche non è volonta-ria in quel modo ehe le leggi richiedono alvalor del contratto. Questo volontario, chenasce dal timore , è detto da Aristotele moltosaviamente volontario misto , perche per essovorrebbe luomo non far ciò che fa; ma pure

10 fa, volendol fare; e volendo con dispiace-re, pare in certo modo che voglia insiemee non voglia.

Ma venghiamo all ignoranza , circa la qualeè da avvertire , secondo Aristotele , che quello

11 qual fa una cosa credendo di farne unal-tra, non sempre opera contra sua voglia; per-chè anche operando così , può far cosa chea lui poi piaccia di aver fatta, o almeno nongliene dispiaccia ; ma se conoscendo lerrore,tristo ne sia e scontento, mostra bene cheabbia operato contra il voler suo, e lazioneè senza dubio involontaria.

Sono poi due divisioni dellignoranza assainote nelle scuole, le quali spiegheremo orapiù tosto per non ommetterle, che perchèdebbano aver alcun uso in questo nostro com-pendio.

Altra e dunque 1 ignoranza del gius, o vo-gìiam dir della legge, altra è lignoranza delfatto. Lignoranza del gius è, quando uno.conosce benissimo 1 azione eh ei fa, ma pureignora la legge sotto cui cade tale azione;come uno che porta larmi per la città, enon sa che ciò sia vietato dalle leggi. In que-sto caso egli conosce lazione, ma non tutte lecircostanze dell azione , non sapendo che per