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Volume II.
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444 FILOSOFIA MORALE

essa viene a trasgredirsi la legge del comu-ne; e se lazione di portar Farmi è volonta-ria , non è però volontaria la trasgressione.Lignoranza del fatto è, quando uno conosceassai bene la legge, ma non conosce piena-mente lazione che egli fa; come uno cheporta una bacchetta senza sapere che dentrov è uno stile, e sa per .altro che portar lostile è vietato. In costui può dirsi che sia in-volontaria e lazione del portar lo stile e latrasgressione.

Altra è poi lignoranza vincibile, altra èlignoranza invincibile. Lignoranza vincibileè quella che potea levarsi, solo che la per-sona avesse posto la diligenza e lo studio chepur dovea. Linvincibile è quella che nonpotea levarsi pur con questo. Colui chelia in casa un figliuolo , e non sa che egliusa tuttol con gente malvagia, e intantonoi sa perchè non ne tien cura e non lo os-serva, ha unignoranza vincibile; perchè seegli avesse usata la diligenza che pur dovea,saprebbe ciò che non sa. Ma se uno non sache colui che incontra, e che non conosce,sia un sicario, ha unignoranza invincibile.Lignoranza vincibile non fa che Fazione nonsi abbia per volontaria; perchè colui che noncura di levar lignoranza, mostra volerla incerto modo; e così vuole in qualche manieraanche gli effetti che da essa provengono. MaF ignoranza invincibile rende involontaria F a-zione, almeno per quella parte su cui cadelignoranza, E ciò sia detto dell aziou vo-lontaria.