PARTE SECONDA
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CAP. V.
Dell 1 azion Ubera.
Acciocché un 1 azione sia libera, pare chenuli’ altro per Aristotele si ricerchi, se nonche sia volontaria. Ma quelli che hanno piusottilmente trattato questa materia, ricercanoqualche cosa di più. In fatti se i 1 uomo fosseportato necessariamente, e per un certo na-turale et invincibile istinto, a voler ciò chevuole, nè potesse fare altrimenti, quantunquele azioni umane fossero volontarie provenendoda volontà, non si stimerebbono però libereprovenendo da volontà necessaiia.
Par dunque chiaro che ad un 1 azion liberasi ricerchi oltre 1’ essere volontaria, anche1’ essere senza necessità ; onde può ella defi-nirsi così, che sia un’azione volontaria senzanecessità, o, per dir lo stesso in altro modo,un’ azion fatta per principio intrinseco e concognizione, potendo anche non farsi ; dovele parole : per principio intrinseco e con co-gnizione, mostrano che dee essere volontaria je le altre : potendo non farsi, levano via lanecessità.
Distinguesi nelle scuole una libei'tà, che è,dicono, di indifferenza, da un 1 altra libertàche non è tale. La prima è quella libertà cheuno ha di scegliere tra due partiti qual piùvuole, non essendo per altro niente più in-clinato all’ uno che all’ altro. La seconda èquella libertà che uno ha di scegliere qual