Band 
Volume II.
Seite
447
JPEG-Download
 

PARTE SECONDA

44 ?

CAP. VI.

Che cosa sia la virtù.

Spiegata avendo fin qui l 1 azion virtuosa,sarà facile intendere che cosa sia la virtù,non essendo ella altro che un abito di far leazioni virtuose 5 e quando dico un abito, in-tendo una prontezza et una facilità di ope-rare acquistata con l 1 esercizio e con luso.

E certo non pare che la virtù debba esserealtro che un abito 3 perchè siccome non sidirà aver la scienza del danzare , si chia-merà danzatore colui che una volta sola estentatamente fa un passo simile a quelli chefanno i danzatori, ma colui , il quale es-sendosi lungamente in quell arte esercitato ,ne sa far molti, e speditamente e con facili- , e con scioltura e con grazia ; così pari-mente non si dirà avere la mansuetudine,mansueto si chiamerà colui che una volta solae a gran fatica abbia compresso lira sua, ma colui, che avendol fatto molte volte, il faogginun facilmente e quasi senza volerlo. Ecosì può dirsi di ogni virtù. È dunque la virtùun abito. Ne altro certamente che un abitointendon gli uomini nel ragionar comune, qua-lora usano il nome della virtù. Il che da sesolo basta a provar quello che abbiamo pro-posto.

Pur questo stesso si prova da Aristotele conaltra ragione assai sottile, a intender la qualebisogna cominciar di più alto. Io dico dunque