Band 
Volume II.
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448
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44# filosofia morale

che nell anima soglion distinguersi da i filo-sofi due parti , 1 una delle quali chiamasi su-periore , laltra inferiore. Alla prima appar-tengono due potenze, intelletto e volontà jalla seconda appartengono le passioni, lira ,lodio, lamore, linvidia, et altre tali.

Ora avviene spesse volte che la volontà,posta quasi in mezzo tra 1 intelletto e le pas-sioni, sia quindi invitata dallintelletto con larappresentazione del vero e dell onesto, equindi tratta e quasi strascinata dalle passionicon lofferta lusinghevole dalcun piacerej diche la volontà sente noia, e con fatica e dif-fìcilmente può indursi a seguir lintelletto, efar azion virtuosa contrastando alle passioni.Ben è vero, che se ella si avvezzerà a vin-cerle , acquisterà a poco a poco un abito, percui le vincerà poi facilmente. Così sono trecose nell animo che appartengono all azione,le potenze, le passioni e gli abiti.

Ciò posto , argomenta Aristotele in questomodo, provando che la virtù è un abito. Pareche la virtù , appartenendo all azione , debbaessere una potenza, o una passione o un abi-to : ma non è una potenza, una pas-sione ; dunque sarà un abito. Che poi non sia una potenza, una passione,.si dimostracosì. Se la virtù fosse una potenza, ovverouna passione , ne seguirebbe che tutti gliuomini avrebbono la virtù, imperocché tuttihanno le potenze e le passioni ; se dunque nontu tti hanno la virtù, bisogna dire che la virtùnon sia una potenza, una passione.Oltre che, gli uomini si lodano per la virtù,