44# filosofia morale
che nell’ anima soglion distinguersi da i filo-sofi due parti , 1’ una delle quali chiamasi su-periore , l’altra inferiore. Alla prima appar-tengono due potenze, intelletto e volontà jalla seconda appartengono le passioni, l’ira ,l’odio, l’amore, l’invidia, et altre tali.
Ora avviene spesse volte che la volontà,posta quasi in mezzo tra 1 intelletto e le pas-sioni, sia quindi invitata dall’intelletto con larappresentazione del vero e dell’ onesto, equindi tratta e quasi strascinata dalle passionicon l’offerta lusinghevole d’alcun piacerej diche la volontà sente noia, e con fatica e dif-fìcilmente può indursi a seguir l’intelletto, efar azion virtuosa contrastando alle passioni.Ben è vero, che se ella si avvezzerà a vin-cerle , acquisterà a poco a poco un abito, percui le vincerà poi facilmente. Così sono trecose nell’ animo che appartengono all’ azione,le potenze, le passioni e gli abiti.
Ciò posto , argomenta Aristotele in questomodo, provando che la virtù è un abito. Pareche la virtù , appartenendo all’ azione , debbaessere una potenza, o una passione o un abi-to : ma non è nè una potenza, nè una pas-sione ; dunque sarà un abito. Che poi non sianè una potenza, nè una passione,.si dimostracosì. Se la virtù fosse una potenza, ovverouna passione , ne seguirebbe che tutti gliuomini avrebbono la virtù, imperocché tuttihanno le potenze e le passioni ; se dunque nontu tti hanno la virtù, bisogna dire che la virtùnon sia nè una potenza, nè una passione.Oltre che, gli uomini si lodano per la virtù,