PARTE SECONDA /J/jv)
essendo che per questa fanno le azioni virtuosee lodevoli ; e ninno però si loda per aver lapotenza dell’ intendere , o del volere , poichétutti l 1 hanno • dunque là vh'tu non consistein una potenza: molto meno in una passione'imperocché niun si loda per esser iracondo ,o timido, o invidioso, essendo che la lode,non vuole andar dietro a tali cose.
C A P. VII.
Qual sia il soggetto della virtù ,e (V alcune proprietà di essa.
Non è alcun dubio che il soggetto dellavirtù si è il virtuoso ) poiché il soggetto diun abito è quello in cui risiede tale abito, e1’ abito della virtù risiede nel virtuoso. Ma per-chè il virtuoso può considerarsi in più ma-niere, però diremo che il soggetto della virtùè il virtuoso , inquanto egli vuole , ovvero èla volontà stessa del virtuoso. E la ragione èquesta. Il soggetto d’un abito è quella potenzache fa gli atti, per cui s 7 acquista tale abito}ma la virtù è un abito, e la volontà è quellapotenza che fa gli atti virtuosi, per cui s 7 ac-quista un tale abito ■ dunque la volontà è ilsoggetto della virtù. Che vale a dire : il vir-tuoso non e soggetto di virtù, nè virtuoso,inquanto corre, o scrive, o dorme, ma soloinquanto vuole, o è disposto a volere le cosebuone.
Ma dichiariamo oramai alcune proprietà delvirtuoso. E primamente dico, che ninno òZfANOTTI F. M. Voi. //. 2Q