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Volume II.
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PARTE SECONDA 4^ 1

colui che la fa , può farla senza avervi ancoraacquistato 1 abito, il quale se gli manca , glimanca la virtù. Farà dunque senza virtù 1 a-zion virtuosa.

CAP. Vili.

Della materia della virtù.

La materia intorno a cui sadopra e si eser-cita la virtù, è posta, secondo Aristotele , nelpiacere e nel dolore: xepì vidovaq xalkvicaasorxìv viOlxt} àperì?. Ciò vuole spiegarsi. Di-ciamo dunque in questo modo.

La volontà, quanto a se, seguirebbe faci-lissimamente e per suo naturale istinto lone-sto, a cui lintelletto e la ragione linvitano,se per seguirlo non dovesse vincere la forzadelle passioni, che la traggono bene spesso incontrario. Pur lo segue talvolta , vincendo lepassioni, prima stentatamente e con fatica,indi con maggior facilità, finché vi abbia fattoP abito j fatto il quale, le vince poi facilissi-mamente qualunque volta faccia mestieri. Etale ^ abito e la virtù. Si vede dunque che lavirtù s adopia immediatamente e si esercitaintorno alle passioni 3 onde può dirsi che lepassioni sieno la materia prossima della virtù.Le passioni poi versano intorno al piacereet al dolore, commovendosi sempre et ecci-tandosi per 1 apparenza d alcun d essi 3 in-tanto che la prima e principal divisione dellepassioni ( comechè molte sene assegnino ) suolesser quella per cui si dividono in tristezza e