45 2 jfilosofia morale
timore , che si commovono per 1’ apparenzadi un dolore o presente o avvenire; e in esul-tazione e confidenza , che si commovono perF apparenza di un piacere o conseguito o daconseguirsi. Le altre passioni si riducono aqueste quattro. Essendo dunque che la virtùTtersa intorno alle passioni , e queste intornoal piacere et al dolore , par chiaro , che sic-come le passioni sono la materia prossimadella virtù,, così il piacere et il dolore debbanesserne la materia rimota.
Lira alcuno. Se la materia della virtù sonle passioni, dunque non sarà atto alcuno divirtù, dove non sia qualche passione da mo-derarsi ; nè opererà virtù nè giustizia quelgiudice il quale giudichi rettamente una causain cui egli non sia da veruna passione inci-tato. E pur questo non par che sia vero ; dun-que la materia della virtù non son le passioni.
Rispondo, che colui che fa azion buona,non fa però azion virtuosa, se non la fa concostanza d’animo, cioè disposto a farla, quan-d’ anche la passione gliel contendesse ; nè iodirò molto virtuoso quel giudice il qual giu-dica rettamente la causa in cui nè l’interessenè la grazia lo tentano, essendo però dispostoa fare un giudicio diverso , caso che lo ten-tassero. Non può dunque esercitarsi virtù senzadisposizione a vincere le passioni ; e questadisposizione è la virtù stessa , la cui materiason le passioni che ella vince , o è dispostadi vincere.
Ma dirai : Se uno avesse già moderate lepassioni per modo che più non gli desser