456 FILOSOFIA MORALE
Ora accostandomi alla qmslione, e cercan-do, in primo luogo, so ^ passioni sieno dilor natura malvagie e disoneste, io dico chenon sono} perchè qual malvagità è in un mo-vimento che sorge nell’amino per ordine dellanatura a inclinare la volontà? Nè vale il direche esso non aspetta 1 esame della ragione,e il non aspettarlo è malvagità. Perchè a que-sto modo malvagità sarebbe anche il digerirei cibi, e il batter del cuore, e cento altreoperazioni che nell uomo si fanno senza aspet-tar la ragione ; la quale dee aspettarsi dallavolontà che e libera, non dalle altre potenzeche seguon e debbon seguire l’instinlo loro.Altrimenti malvagia dovrebbe dirsi ancor lafame e la sete, e Finclinazione al dormire equalunque altro appetito.
Pur, dirà alcuno, le passioni incitano lavolontà ad operare senza riguardo della ra-gione. Or non son dunque malvagie ? Pospon-ilo, ni un a malvagità essere nell’incitamentoche esse danno alla volontà , non essendo inciò colpa niuna ; e la volontà stessa se è mal-vagia , non è malvagia , perché incitata ; èmalvagia, perchè, essendo incitata, non at-tende 1’ esame della ragione, come potrebbee dovrebbe. E dunque la malvagità nella vo-lontà, non nella passione.
Ma non si dice tutto dì che la passionetrae P uomo alle cose disoneste ? Et io rispon-do : talvolta anche alle oneste. L’amor de ifigliuoli trae l’uomo a educarli bene. La com-passione trae l’uomo a sollevare gii oppressi.Il desiderio della gloria trae F uomo alle